lunedì 11 dicembre 2017

Ritorna la Bottega dei traduttori con tre nuovi Classici da (ri)scoprire!

Buon giorno lettori e buon inizio settimana,
quest'oggi vi presento tre racconti riscoperti dai volenterosi "artigiani" della parola de La Bottega dei Traduttori:  Gli opali indiani di Ludwig RubinerLe avventure di Katy a scuola di Susan Coolidge e  Cora di George Sand
Conosciamoli nel dettaglio: 

"Gli opali indiani" di Ludwig Rubiner (Autore),‎ R. F. I. Visone (Traduttore) (216 pagine). Nella Berlino criminale e in piena Belle Époque, resta un ultimo baluardo di civiltà aristocratica: il piccolo quartiere perbene chiamato Tiergarten. In questo angolo isolato abitano l'ex banchiere e collezionista di rari oggetti d'arte Brandorff, sua figlia Cecily e la servitù. Durante la ronda notturna, un agente nota un uomo uscire dall'abitazione di Brandorff; un episodio insolito, dato che l'ex banchiere ha interrotto ogni relazione sociale negli ultimi anni della sua vita, ritirandosi a vita privata. Il mattino successivo il capofamiglia risulta improvvisamente scomparso. Partono così le indagini, che vedono impegnati l'avvocato Johannes Sanders e il commissario von Redberg, e viene trovato un diario scritto dal signor Brandorff. Sarà solo un racconto dei suoi viaggi d'affari fra Europa e Turchia o c'è qualcosa di più intricato nascosto fra le righe? E in questo turbinio di eventi passati e presenti, che ruolo rivestono i due opali? Fungono solo da trait d'union fra mondo orientale e occidentale o c'è dell'altro?

"Le avventure di Katy a scuola" di Susan Coolidge (Autore),‎ G. Mastrantoni (Traduttore),‎ V. Avallone (Traduttore) (212 pagine). Katy è una ragazza troppo seria. Poco più che sedicenne, la giovane, orfana di madre, è già in grado di occuparsi della casa, di badare ai fratellini più piccoli e di concordare con i domestici come organizzare i ricevimenti. Non va affatto bene, a detta della cugina, la perfetta Mrs Page, che parla dei suoi dubbi al Dr Carr, il padre di Katy. Sua figlia non gli sembra essere diventata vecchia anzitempo? La decisione è presa seduta stante: Katy e sua sorella Clover verranno mandate a scuola. Non c'è niente di meglio che un anno di studi fuori casa, per ritrovare il sorriso e un po' di leggerezza. Ma Katy non è dello stesso avviso. Nonostante le sue proteste, però, lei e Clover verranno spedite a Hillsover, dove scopriranno che le amicizie, le avventure e le novità possono essere qualcosa di estremamente divertente.

"Cora" di George Sand (Autore),‎ I. Biondi (Traduttore) (1833; 72 pagine) è un brevissimo romanzo che racconta l'iniziazione amorosa di un giovane uomo, Georges, che, reduce da un lungo periodo sull'Île de Bourbon, si stabilisce per un periodo in una cittadina della provincia francese, dove trova un impiego nell'amministrazione postale e si innamora, non ricambiato, della bella Cora, figlia di uno speziale. Georges incarna l'ambivalenza, tutta romantica, dell'amour-passion, in cui dolore e voluttà sono strettamente interdipendenti, e il "dramma" d'artista, incapace di orientarsi e di trovare una propria collocazione nel ristretto, meschino e superficiale universo piccolo borghese. La penna affilata e sagace della Sand rappresenta questa scissura non già da un'angolazione tragica e dolente, bensì con bonaria, garbata e intelligente ironia, scagliandosi tanto contro la mentalità e i costumi provinciali della borghesia, quanto contro gli eccessi di una generazione che vive il romanticismo con tale esaltata sensibilità, da non riuscire più a distinguere la dimensione del sogno e della fantasia, alimentata dalla letteratura, dalla vera realtà.

Pubblicati attraverso la piattaforma Youcanprint Self-Publishing li potete acquistare su Amazon, La Feltrinelli e altri bookstores online.  

martedì 14 novembre 2017

Presentazione: Uomo e donna di Wilkie Collins

Buongiorno cari lettori e ben ritrovati, 
oggi vi presento un classico che mancava da diverso tempo in libreria e che Fazi Editore ha reso nuovamente disponibile: Uomo e donna di Wilkie Collins, autore padre del genere poliziesco. 
Il romanzo è uscito soltanto pochi giorni fa, il 9 novembre, e va ad aggiungersi alla favolosa collana Le strade. Come per i volumi che lo precedono, l'arte accompagna la letteratura ed esso sfoggia una bellissima e attraente copertina che vi lascio ammirare in questi scatti.


Trama:
Anne Silvester, giovane e raffinata, è accolta come istitutrice presso la famiglia di Lady Lundie, amica d’infanzia della sua sfortunata madre, e diviene inseparabile dalla figlia di lei, Blanche. Quando il nobile Geoffrey Delamayn, aitante sportivo da tutti idolatrato per le sue doti atletiche ma privo di cervello, la seduce compromettendone la reputazione, Anne, pur non amandolo, è costretta a cercare di salvare il proprio onore progettando un matrimonio segreto. Ma si trova in Scozia, e qui le leggi sul matrimonio sono così ambigue e inconsistenti che finisce con l’essere accusata di aver sposato Arnold, il fidanzato della sua cara amica Blanche. Dopo una serie di colpi di scena, la verità verrà ristabilita, ma per Anne si rivelerà la peggiore delle condanne: Geoffrey, infatti, minato nel fisico e nello spirito dal troppo allenamento sportivo, decide di tenerla segregata in casa finché non avrà trovato il modo di ucciderla per essere libero di sposare una ricca ereditiera. In un’atmosfera sempre più cupa e claustrofobica, il romanzo scivola lentamente verso la tragedia, dominato dalla figura sinistra e inquietante di Hester Dethridge, l’anziana cuoca muta dal passato oscuro e terribile alla quale è affidato il compito di tirare le sorti della vicenda.


Pubblicato nel 1870, Uomo e donna combina il ritmo serrato e la trama ben congegnata dei romanzi più famosi di Collins con la critica sociale, scagliandosi contro le contraddizioni delle leggi vigenti sul matrimonio e sulla proprietà e contro una generazione che ha abbandonato l’affinamento dell’intelletto per dedicarsi al culto dei muscoli e alla pratica di sport violenti.

«Wilkie Collins è famoso, nei manuali di letteratura, per avere scritto nel 1868 il primo giallo. Ma non eccelle solo nella suspense. È anche uno scrittore di sentimenti. Ed eccelle nella pittura dei personaggi». 
Antonio D’Orrico

«I romanzi di Wilkie Collins sono viaggi irresistibili: agganciano subito il lettore, che quando parte non riesce più a fermarsi».
Leonetta Bentivoglio


«È impossibile smettere di leggere Wilkie Collins».
Alessandro Baricco



Puoi acquistare il romanzo Qui

Ringrazio Fazi per la copia

sabato 30 settembre 2017

Felice quinto anniversario!

Cari amici e lettori, oggi, 30 settembre 2017, il blog compie 
5 anni 
di attività letteraria!


Per l'occasione desidero ringraziare tutti voi che nell'ultimo lustro siete passati di qui almeno volta, chi di tanto in tanto, chi più assiduamente, chi per curiosità, chi perché interessato ai miei romanzi (gratificandomi come non vi so dire ^^), chi per commentare una recensione, chi per un saluto veloce. Tutti!

Un doveroso e sentito ringraziamento lo riservo agli Editori italiani (piccoli e grandi) con cui sono venuta in contatto grazie al blog e alla mia pagina Facebook I classici della letteratura straniera: grazie per la fiducia e per i bei libri che spedite al mio indirizzo; è un onore e una gioia rendere un servizio, seppur piccolo, alla letteratura. 

Con tutta la mia passione,

Grazie! Grazie! Grazie!
Grazie! Grazie!

Antonella Iuliano



venerdì 29 settembre 2017

Anteprima: Il castello Rackrent di Maria Edgeworth

Buon giorno cari lettori!
Settembre è ormai agli sgoccioli ma ci saluta con una riscoperta letteraria ad opera di Fazi Editore che proprio ieri ha riportato in libreria Il castello Rackrent di Maria Edgeworth e che ho il piacere di annoverare tra le mie prossime letture. Il castello Rackrent è un grande capolavoro della narrativa irlandese, considerato da molti il primo romanzo storico.


Trama:
Thady Quirk è il vecchio servitore di un’antica famiglia anglo-irlandese. Nel corso della sua lunga vita trascorsa al castello Rackrent (letteralmente il castello ‘arraffa-affitti’) ha assistito alla progressiva decadenza dei suoi aristocratici padroni: Sir Patrick, che riempie la casa di ospiti e si ubriaca fino alla morte; Sir Murtagh, il suo erede, un “grande avvocato” che rifiuta di pagare i debiti di Sir Patrick “per una questione d’onore”; e Sir Kit, giocatore d’azzardo che alla fine vende la proprietà al figlio di Thady. Generazione dopo generazione, il graduale declino della famiglia diventa la simbolica premonizione dei profondi cambiamenti che investiranno la società irlandese e dei problemi che, a oltre duecento anni di distanza, sono ancora ben lontani dall’essere risolti.


Apparso all’inizio del 1800, anno in cui si compiva l’esautorazione del Parlamento di Dublino e si preparava la strada all’unione tra l’Irlanda e la Gran Bretagna, Il Castello Rackrent ebbe un enorme successo. Politicamente audace, stilisticamente innovativo e incredibilmente piacevole, questo romanzo è una tappa fondamentale della letteratura irlandese e un grande classico da riscoprire.


«Un libro essenzialmente, unicamente irlandese… raramente nelle opere dell’Ottocento si trova una tanto acuta coscienza del carattere pratico, economico della nostra esistenza».
Giorgio Manganelli


«Una delle cronache più ispirate mai scritte in inglese». 
W.B. Yeats



Puoi acquistare il romanzo Qui


Ringrazio Fazi per la copia.

lunedì 4 settembre 2017

La sala da ballo di Anna Hope

Buongiorno amici lettori e ben ritrovati.
Che cosa avete letto di bello in questa torrida estate? Io non vedevo l’ora arrivasse settembre in primis per le temperature (detesto il caldo) ma anche per parlarvi di una delle mie ultime letture: La sala da ballo di Anna Hope edito da Ponte alle Grazie.

"E poi, nel bel mezzo del manicomio, tanto da costituirne per varie ragioni il cuore, qualcosa di assolutamente inaspettato: una magnifica sala da ballo, lunga trenta metri e larga quindici con un grande palcoscenico all'estremità. Nei sedici finestroni ad arco, bellissime vetrate con uccelli e fasci di rovi colorati. La luce estiva formava una pozza sulla pista da ballo in parquet flottante. In alto, la galleria cingeva la sala per tutta la sua lunghezza, mentre il soffitto, leggermente arcuato, era rivestito di pannelli dorati."

La splendida e un po’ decadente copertina di questo romanzo ha catturato la mia attenzione mentre sfogliavo una recente copia de Il Libraio. Leggendone la trama ho subito avvertito quel guizzo sufficiente a ogni buon lettore per esclamare “devo leggerlo!”. 
Un manicomio, la brughiera, Yorkshire. Tre elementi che per me che sono filo brontёana hanno risuonato come un richiamo ma capitolo dopo capitolo mi sono resa conto che questa storia non avrebbe soddisfatto del tutto le mie attese.
Siamo a Sharston, manicomio che l’autrice ricalca sul Menston Asylum situato nei pressi del villaggio di Menston, Yorkshine, dove un tempo fu ricoverato suo nonno e tutti i poveri e i dementi del West Riding. Qui, in un rocambolesco inizio, conosciamo Ella Fay, una giovanissima filandaia ricoverata in seguito a un attacco isterico. Ella tenta di fuggire alla prima occasione e s’imbatte in John Mullingan, un irlandese, un maschio alfa dall’aspetto aitante, taciturno e asociale, costretto ai lavori più pesanti come scavare fosse comuni. Dopo questo primo episodio i due protagonisti non si rivedono per un po’ di tempo, fino a quando entrambi sono invitati per buona condotta al consueto ballo del venerdì sera che si svolge nella magnifica sala da ballo al centro della struttura; un momento attesissimo tanto dalle donne quanto dagli uomini; il solo in cui ai due sessi è permesso d'incontrarsi. John è un ballerino provetto, Ella è timida e impacciata, ma qualcosa tra i due scatta. 

"Il futuro stava arrivando. Persino qui. Persino qui, su questa nave di anime isolate, naufraghe nei mari torbidi della brughiera: persino qui avrebbe trovato modo di arrivare."

La sala da ballo del Menston Asylum,
Yorkshire
Fautore dei balli è Charles Fuller, un giovane dottore che all’inizio della storia crede fortemente nella rieducazione di taluni soggetti attraverso la musicoterapia, infatti, mette su una piccola orchestra per i suoi pazienti, suona loro Mozart al piano nella sala di soggiorno ogni lunedì e sembra avere buone intenzioni. Charles è sfuggito alle convenzioni paterne e si è fatto strada da solo. Seguace dell’Eugenetica subisce, però, una profonda e a mio parere contorta trasformazione che cancella ogni traccia di simpatia nei suoi confronti e lo fa diventare il persecutore proprio di John Mulligan dal quale in un primo momento era affascinato.
Il romanzo alterna in successione i nomi di Ella, John e Charles intrecciando le loro storie e le loro rispettive visioni degli eventi, ma se i capitoli dei primi due appassionano e spingono il lettore a proseguire, quelli che riguardano Charles risultano un po’ più pesanti e scientifici riflettendo la fissazione/follia del protagonista affinché gli internati non procreino e stanare così ogni tara mentale dalla futura razza umana.


I fiori sono bellissimi, appena prima di appassire. 

Un personaggio secondario che ho amato e che ritengo doveroso menzionare è quello di Clem Church, una ragazza con tendenze suicide che aiuta Ella nella sua corrispondenza segreta con John e che a mio parere sposa meglio degli altri protagonisti l’ambiente in cui si trova. È una romantica e fervida lettrice, in fuga da una realtà opprimente e infelice. 
Lo stile della Hope è chiaro ed essenziale ma si dipana anche in lunghe descrizioni della natura. 
Un finale toccante per il bell'irlandese John coinvolge il lettore nelle ultime battute. 

Antonella Iuliano

lunedì 24 luglio 2017

Presentazione: Zuleika apre gli occhi di Guzel'Jachina

Buon giorno cari lettori e buon inizio settimana.
Quest'oggi sono felice di presentarvi un romanzo che sin dal primo sguardo ha catturato il mio interesse sia per l'ambientazione che per la tematica tratta.
Una storia che ha riscosso un grande successo in Russia e si è aggiudicato anche alcuni prestigiosi premi, mi riferisco a  Zuleika apre gli occhi, romanzo d'esordio di Guzel'Jachina edito in Italia lo scorso maggio da Salani Editore.
In questa calda estate, sono certa troverò sollievo anche in queste pagine che sento non mi deluderanno e di cui tornerò a parlarvi più approfonditamente. ^^
Adesso ve lo mostro in tutta la sua poetica bellezza.

Questo romanzo non è solo uno squarcio su un periodo della storia russa, né è soltanto la storia straordinaria di un amore filiale forte come pochi nel panorama letterario contemporaneo. Zuleika apre gli occhi è la Storia nella storia, in una miscela talmente rarefatta e intensa da catapultarci fuori del tempo, fra antichi usi, sopraffazioni radicate, una suocera-arpia, un marito-despota e Zuleika-Cenerentola.
Difficile credere che dietro a questo osannato e pluripremiato romanzo-rivelazione ci sia una scrittrice esordiente, ma così è: al suo debutto letterario, Guzelʼ Jachina riesce nellʼintento di innestare nelle spire sovietiche di una Storia devastante come fu la dekulakizzazione degli anni Trenta del Novecento (con le sue centinaia di migliaia di deportati) la piccola – banale, ma esemplare – vicenda di una donna come tante. Altrettanto difficile è credere che possa averlo fatto con una scrittura che il romanzo storico, pur se sui generis, mai aveva conosciuto. Intima e distesa, la narrazione ricorda la voce calda e profonda dei ʼfuori campoʼ dei vecchi film epici; sapide e affilate, le descrizioni introducono in una realtà altra nel tempo e nello spazio senza nulla concedere allʼesotismo da cartolina; fresca nonostante lʼargomento rovente, agile nonostante il piombo degli eventi narrati, visiva, cinematografica quasi (e dalla cinematografia viene infatti lʼautrice), la scrittura offre con una leggerezza quasi straniante lʼorrore di ciò che accade. In mezzo allʼorrore, tuttavia, si accende una luce: quella ‘bontà illogicaʼ, quellʼ‘umano nellʼuomoʼ che si ostina a sopravvivere anche là dove dellʼumanità sembra non restare più traccia.
Fra la neve delle lande russe più desolate si fa dunque strada unʼeroina indimenticabile, degna erede delle grandi donne della letteratura russa.


“Un romanzo che è la Storia nella storia”


"Un inno potentissimo all'amore e alla tenerezza anche all'inferno."
Ljudmila Ulickaja

"C'è qualcosa che la Jachina riesce a comunicare con l'incredibile esattezza di una lama: l'attitudine femminile all'amore."
The Moscow Times


L'autrice: Guzelʼ Jachina è nata a Kazanʼ, nel Tatarstan, nel 1977. È giornalista, scrittrice e sceneggiatrice. Zuleika apre gli occhi è il suo romanzo dʼesordio. In Russia ha riscosso un grande successo e ha vinto premi importanti come il Big Book Literary Award e il Jаsnaja Poljаna. È in corso di traduzione in 24 paesi. Da questo romanzo è in preparazione una serie tv.

Puoi acquistare il romanzo Qui e in tutte le librerie.

Ringrazio Salani Editore per la copia

martedì 18 luglio 2017

Il valzer degli alberi e del cielo di Jean Michel Guenassia

Buongiorno cari lettori,
oggi vi parlo finalmente di una delle mie ultime letture il cui protagonista è Vincent Van Gogh, un nome che non ha bisogno di presentazioni nemmeno per chi appassionato di arte non è, mi riferisco a Il valzer degli alberi e del cielo (Qui la presentazione), l’ultimo romanzo di Jean Michel Guenassia edito da Salani Editore.

“Vincent ha un mestiere, una vocazione sarebbe meglio dire, che lo possiede completamente in ogni istante della sua vita, come se avesse preso i voti e fosse diventato il servitore di un dio onnipotente che pretende che i suoi fedeli lo adorino con una tela posata sul cavalletto, e tengano in permanenza tavolozza e pennelli a portata di mano quali simboli della loro fede.”

   Marguerite Gachet, figlia del dottor Paul Gachet, noto amico degli impressionisti, di cui Van Gogh fu paziente ad Auvers sur Oise nell’ultimo periodo della sua breve vita, è una donna anziana quando decide di raccontare in queste pagine tutta la sua verità sul celebre artista. Conosciamo, attraverso le sue memorie, Marguerite all’età di diciannove anni, quando è una ragazza determinata a non piegarsi a un matrimonio di convenienza, alle rigide norme che restringono e costringono l’universo femminile del suo tempo, per inseguire il sogno di diventare pittrice oltre oceano, in America. Un giorno, però, ad Auvers, dopo un periodo d’internamento dal quale si era apparentemente ristabilito, arriva Vincent, un uomo di origine olandese, rozzo, trasandato. Il nuovo arrivato è sempre accompagnato dal suo cavalletto, da una tela vergine e dalla sacca che contiene tavolozza e tubetti di colore. La ragazza assiste così alla nascita di alcuni dei suoi dipinti rimanendo totalmente folgorata dalla furia che l’artista riversa sulla tela, da quel corpo a corpo che ingaggia con essa e dal quale emergono i suoi paesaggi tormentati, i girasoli accesi che sembrano prendere vita; da quei tratti di pittura così violenti, così carichi e capisce di avere di fronte un uomo dal talento non comune.
   Come se l’arte agisse da cupido, Marguerite s’innamora perdutamente di Vincent ma quest’ultimo è devoto soltanto alla sua pittura e al demone che lo possiede. Non ha tempo per l’amore.

"Bisogna esser liberi di partire al levar del sole e di tornare quando si vuole, senza dovere render conto a nessuno, soltanto alla tua tela." 

Marguerite Gatchet
at the piano, 1890.
Kunstmuseum, Basilea
    Guenassia ci regala una storia documentata da intervalli narrativi quali lettere di Vincent al fratello Théo e viceversa, a Paul Gauguin, da documenti originali dell’epoca e frammenti di giornali e cronache che ricostruiscono accuratamente il periodo del post impressionismo.
      Nel finale l’autore pone in discussione il tentato suicidio dell’artista con una versione che ho trovato molto romanzata, - ed è la nota che mi è piaciuta meno – in cui ovviamente è coinvolta Marguerite. Il dolore e l’amore di quest’ultima sfociano in tinte un po’ patetiche, che personalmente ho percepito come forzate, intrise di eccessiva finzione letteraria. 
    Lo stile è dolce, leggero e scorrevole; tantissimi sono i riferimenti al mondo dell'arte e anche della letteratura.
    Una lettura che consiglio a chi desidera iniziare a conoscere e scoprire un innovatore della storia dell’arte ma anche un uomo profondamente turbato dal proprio genio. Assistendo alla nascita di taluni dipinti, io stessa mi sono ritrovata a cercarli in rete e a volerne sapere assolutamente di più.

 Vincent Van Gogh
Autoritratto, 1889.
Museo d'Orsay, Parigi

“La pittura mi mangia tutte le forze, (…) posso consacrarmi soltanto alla mia pittura e a nient’altro. (…) Io non posso dare niente agli altri, a parte i miei quadri”.

Campo di grano con volo di corvi,  1890. Van Gogh Museum, Amsterdam

Antonella Iuliano

Puoi acquistare il romanzo Qui